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Al bando i Ruoli Tecnici

PERCHE’ MI HAI FATTO DIVENTARE TECNICO SE NON MI HAI MAI VOLUTO?

Questa potrebbe essere la domanda che tutti i tecnici operatori, collaboratori e revisori potrebbero porsi – e probabilmente si pongono – leggendo il bando di concorso interno a 266 posti di Vice Perito Tecnico della Polizia di Stato, che, anche se aderente alla norma, è scandaloso.

La progressione in carriera è un diritto riservato a tutti i lavoratori oltre che legittima aspettativa e, come tale, la possibilità di migliorare la propria posizione deve rimanere un punto fermo.

Non è possibile che chi abbia vinto un concorso – nel caso dei ruoli tecnici con collocamento in un determinato settore – debba rimanere sempre in quel settore senza la possibilità di poter progredire in carriera.

E perchè mai il diploma di istruzione secondaria, a suo tempo conseguito, non dovrebbe più essere idoneo alla specifica ma lo è invece per accedere a tutti i corsi di laurea universitari?

L’esperienza e l’anzianità sono equiparati e riconosciuti sostitutivi di titoli: la sentenza additiva dei marescialli dei carabinieri rispetto agli ispettori della Polizia di Stato insegna.

I titoli devono essere tutti utili per la partecipazione, il merito poi farà inevitabilmente la differenza. Nel 2005 con il D.M. n. 129 l’Amministrazione correttamente ha voluto migliorare le procedure concorsuali per l’accesso ai vari ruoli, richiedendo prove più selettive e specifici titoli, mancando però nello stabilire le opportune norme di salvaguardia per il personale in servizio.

L’istituzione dei ruoli tecnici ha rappresentato inizialmente, per l’Amministrazione, un tentativo di dotarsi di un moderno ed efficiente Servizio Tecnico Scientifico.

Oggi le scarse risorse destinate al settore concretizzano la nuova strategia dell’Amministrazione, diretta a cancellare definitivamente i ruoli tecnici, progetto realizzato strumentalmente attraverso l’ultimo bando di concorso interno per 266 posti di Vice Perito Tecnico della Polizia di Stato.

Il teorema distruttivo ipotizzabile è molto semplice: il numero dei partecipanti che posseggono i requisiti richiesti non arriverà a quello dei posti messi in concorso e quindi, considerando scarsa la professionalità del personale dei ruoli tecnici, l’Amministrazione potrebbe giustificarne la messa al bando.

Le norme transitorie di salvaguardia in autotutela amministrativa sono necessarie per non mortificare la professionalità e le aspettative di migliaia di colleghi. Come occorre ridisegnare, con un riordino delle carriere, le funzioni dei ruoli tecnici. Per questo l’ANIP-ITALIA SICURA solleciterà un urgente tavolo di confronto con il Dipartimento.

Roma, 10 novembre 2008

Il Presidente/Segretario Generale
Dott. Flavio TUZI

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