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LE LACRIME DEI COCCODRILLI

In mattinata, su convocazione del Governo, abbiamo partecipato alla riunione a Palazzo Chigi in materia di misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica.
Per i non addetti ai lavori è il caso di chiarire che il Governo (presente al completo con Gianni Letta in rappresentanza di Berlusconi) ha voluto incontrare le parti sociali, poche ore prima del varo dei preannunziati tagli alla spesa pubblica.

 Il ministro Tremonti ha dettagliatamente riferito sugli interventi previsti, spiegando che essi sono necessari per restituire credibilità all’euro e che tagli analoghi o ben superiori saranno contemporaneamente varati da tutti gli altri paesi che aderiscono alla moneta unica. Ha solo omesso di parlare degli interventi in materia previdenziale, sostenendo che non sono stati ancora decisi e che comunque non modificheranno sostanzialmente il sistema vigente.
Allibiti abbiamo assistito alla replica di Giardullo del Silp per la Cgil, che a nome del cartello ha pregato il Governo di escludere dai previsti tagli i 100 milioni, stanziati dalla finanziaria 2010 e che fino ad oggi erano presenti sul tavolo di un contratto, che proprio i sindacati del cartello ci hanno impedito di firmare, rifiutando di partecipare alla contrattazione. A mero titolo di cronaca ricordiamo che già il 22 dicembre 2009 avevamo chiesto di sottoscrivere il contratto che ci veniva proposto, spiegando che si trattava di valori modesti ma che vista la situazione economica, era importante accettare quel segnale di attenzione (+0,48% rispetto agli altri dipendenti pubblici), per non rischiare quel che oggi sta accadendo.
Noi abbiamo ovviamente chiesto di escludere dai tagli il personale del comparto sicurezza, pur consapevoli che i lavoratori dipendenti sono i cittadini più interessati alla difesa dell’euro, essendo quelli più esposti all’inflazione, che è diretta conseguenza della svalutazione. Abbiamo anche inteso precisare che negli ultimi anni gli incrementi stipendiali dei lavoratori pubblici contrattualizzati sono stati gli stessi di quelli del settore privato. Molto superiori sono stati quelli dei dipendenti pubblici non contrattualizzati1 e proprio su questi devono pesare i tagli maggiori, se non si vuole attuare una manovra iniqua.
Nelle prossime ore vedremo quel che deciderà il Governo e nel frattempo speriamo anche che certi coccodrilli si rendano conto che non sono in grado dirappresentare i colleghi.

1 – Dirigenti, magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, diplomatici, prefettizi, professori universitari e molti dipendenti di enti pubblici

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