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ANIP ITALIA SICURA. La benzina e lo sciopero

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ROMA – Il Sindacato nasce primariamente per difendere diritti ed interessi dei lavoratori che rappresenta, mentre il compito di tutelare la sicurezza e di garantire gli strumenti necessari, tra cui rientra la benzina per le auto di servizio, spetta al Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed al Ministro dell’interno: si tratta di due ruoli molto diversi e, se vengono confusi, a rimetterci in questo caso sono i poliziotti.

Riteniamo non idonea l’azione rivendicativa che viene portata avanti ancora oggi dalle altre sigle sindacali perché continua ad essere attuata secondo gli schemi del passato, quando ancora non c’era l’attuale legge elettorale e una crisi economico- finanziaria diffusa a livello globale.

Questi due fattori hanno determinato un radicale mutamento dello scenario politico istituzionale in cui vengono prese le decisioni che ci riguardano, un livello che non può essere incisivamente raggiunto con gli strumenti attuali e tantomeno con la confusione dei ruoli tra il Sindacato e l’Amministrazione.

A dimostrarlo ci sono i fatti: dal 2009 ad oggi la mobilitazione è stata praticamente permanente con azioni di lotta tese spesso verso obiettivi non realistici che hanno cercato di essere sempre più eclatanti ma che, invariabilmente, non hanno sortito alcun effetto, tanto che risale al 2007 l’ultima manifestazione che abbia ottenuto il risultato che si era prefissa.

E’ per questo che, per ristabilire la parità del confronto e restituire efficacia alle rivendicazioni, all’innalzamento del livello della controparte deve far fronte alla crescita del profilo sindacale e, dunque, l’azione dei sindacati di polizia deve estrinsecarsi in un contesto di interazione con ALTRE forze – lavoro del mondo sindacale.

Continuare a fare sempre gli stessi errori aspettandosi risultati diversi non solo è sbagliato, è addirittura folle.

La strada del cambiamento è obbligata e vanno quindi superate le norme che limitano le libertà sindacali dei poliziotti per dotare i sindacati di polizia degli strumenti politici ed organizzativi che consentono già a tutte le altre categorie di lavoratori di ottenere risultati concreti, esercitando in particolare il diritto di sciopero.

In questo contesto di rivendicazione sindacale il problema più pressante è il blocco dei miglioramenti retributivi legati alle promozioni, agli assegni di funzione, agli scatti parametrali relativi al raggiungimento degli otto anni nelle qualifiche di assistente capo e di sovrintendente capo, ai dieci anni nella qualifica di ispettore capo ed ai sette anni nella qualifica di ispettore superiore situazione che impedisce anche l’atteso riordino delle carriere.

Infatti il Governo, per fronteggiare questo blocco, che riguarda tutti i pubblici dipendenti, ha istituito per la Polizia di Stato un Fondo perequativo alimentato in massima parte dalle risorse destinate, per legge, al riordino delle carriere degli agenti, assistenti, sovrintendenti ed ispettori (art. 3, co. 155, l. 350/2003) una grave distrazione di risorse inaccettabile che porterà questa organizzazione sindacale, se non ci saranno soluzioni, a programmare il primo sciopero della Polizia di Stato anche se attualmente vietato.

Roma, 18 ottobre 2011

il Presidente

dott. Flavio Tuzi

– Scarica il comunicato sindacale.

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