Al Questore di Roma
Il Dirigente del Commissariato di P.S. “Palazzo di Giustizia” illegittimamente e arbitrariamente ha disposto con ordini di servizio l’impiego fisso di parte del personale, a mansioni non confacenti il “grado” e svolte da personale gerarchicamente subordinato.
Questo comportamento del Dirigente vanifica anni e anni di battaglie sindacali in difesa dei diritti, ignorando e violando leggi, decreti, regolamenti e direttive del Ministro dell’Interno, del Capo della Polizia, – diritti della tutela professionale e personale degli appartenenti alla Polizia di Stato.
Non è più possibile tollerare l’ignoranza nelle materie ordinamentali come il diritto alle funzioni di ogni ruolo e qualifica da parte di chi dirige un ufficio, specialmente se vengono posti in essere comportamenti lesivi della dignità personale e professionale e i diritti di tutti i poliziotti ad avere lo stesso trattamento.
Un caso unico di grave esercizio dell’arroganza del potere in 34 anni di Ruolo Ispettori.
L’Ordinamento della Polizia di Stato prevede nei vari servizi la sostituzione gerarchica in linea verticale e non dei subordinati gerarchici, in particolare, per tutti gli Ispettori (art. 26 citato comma 4 e addirittura al comma 5 automaticamente per la qualifica apicale).
Il Dirigente abusando della propria posizione, ha posto in essere a suo piacimento, sistematici atti diretti a sottoimpiegare e ledere la professionalità dell’unico Sostituto Commissario presente che invece ha peculiari funzioni, infatti fino a poco tempo fa era il Coordinatore del 1° Settore che comprendeva: la segreteria, l’informativa e la vigilanza delle sedi giudiziarie (non solo della città giudiziaria ubicata in piazzale Clodio, ma di tutti gli Uffici Giudiziari distaccati) coadiuvato da un Ispettore Capo (formato ed istruito appositamente dallo stesso Sostituto Commissario) che – come da disposizioni del Dirigente – avrebbe dovuto dare esclusivamente ausilio allo stesso.
La questione ha avuto origine in occasione di un’emergenza in cui non essendo presenti i due Assistenti Capo addetti all’Ufficio Personale, il Sostituto Commissario ha predisposto a mano personalmente l’Ordine di Servizio per il giorno successivo.
Il Dirigente, dopo questo episodio pretendeva che l’UNICO Sostituto Commissario sostituisse i due Assistenti Capo ogni qual volta fossero indisponibili nonché altro personale sempre subordinato.
A seguito delle rimostranze del Sostituto Commissario per il rispetto delle proprie funzioni lo stesso, pochi giorni dopo, a sua insaputa, veniva rimosso da alcuni incarichi, un ennesimo atto vessatorio ( gli sono stati tolti i fascicoli, spostato il mobilio, sguarnita la sua stanza della stampante assegnata per la necessaria attività d’ufficio).
Alla luce di quanto esposto, si chiede un intervento urgente della S.V. per ripristinare la legalità ed impedire il demansionamento in atto e la condotta antisindacale comunque posta in essere nei confronti del Sostituto Commissario anche Dirigente Sindacale Locale.
Roma, 8 maggio 2017
Il Segretario Generale Provinciale Federale
dott. Flavio Tuzi

