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La partita di giro…

la_partita_di_giroÈ d’obbligo chiarire la posizione di questa Organizzazione sindacale in merito all’approvazione del D. L. 26 marzo 2011 N. 27 riguardante “Misure urgenti per la corresponsione degli assegni una-tantum al personale delle Forze di Polizia, delle Forze armate e del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”.

Con il decreto 78/2010 si è stabilito il blocco stipendiale ai livelli del 2010, per i Pubblici Dipendenti nel triennio 2011/2013. All’art. 8 comma 11/bis di detto decreto veniva previsto un fondo perequativo per le FF.OO con uno stanziamento di 80 mln di euro, ritenuto insufficiente. Al fine di porre rimedio al blocco dei benefici economici derivanti dall’avanzamento di qualifica, oggi vengono utilizzate quelle risorse di 345 mln di euro già accantonati per il riordino delle carriere per il personale non dirigente e non direttivo. Queste si andranno a sommare agli 80 mln di euro già stanziati per il fondo perequativo. Si precisa che gli 80 mln sono per il biennio 2011/2012, quindi per il 2013 si parla solo dei 115 mln previsti dal d.d.l. approvato.

Non di stanziamento si parla ma di trasferimento delle risorse disponibili. Un’operazione di giro. Si sono presi i soldi che erano già dei poliziotti, per distribuirli a titolo di aumento a tutte le qualifiche: una mera operazione di propaganda.

Sostanzialmente sono “aumenti” di stipendio per tre anni di circa 25 € pro capite mensile, nella forma dell’una-tantum e non in forma di emolumenti.

Ciò comporterà una penalizzazione previdenziale a carico dei beneficiari e rimarrà comunque in vigore il blocco degli scatti per i tre anni di riferimento.

Dato che “qualcuno” si è reso conto che le risorse in argomento sono scarse per davvero, allora il Parlamento ha autorizzato il Ministro dell’Economia a spostare eventuali “risparmi di spese” da altre Amministrazioni dello Stato laddove ve ne fosse più bisogno: nella fattispecie per le Forze di Polizia si è fatto riferimento al “Fondo unico giustizia”.

Questa Segreteria è fortemente critica e preoccupata di fronte a operazioni del genere. Con la scarsità di risorse a disposizione di tutte le Amministrazioni dello Stato, oggi si comincia a ritenere che a qualcuna di queste possano avanzare dei fondi? Sarebbe, invece, opportuno stanziare risorse reali ed evitare di continuare a mortificare una categoria che opera quotidianamente sul territorio, garantendo la sicurezza di questo Paese. Forse, bisognerà far notare ai Nostri politici, e soprattutto ai componenti dell’attuale Governo, che la Sicurezza non è da considerarsi un costo bensì un investimento vero e proprio che si riflette sull’economia di una Nazione, oltre ad evitare costi sociali enormi derivanti dall’aumento dei fenomeni di criminalità.

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